AA

Scuola inclusiva

“Equa, inclusiva e di qualità. Questa è la scuola dell’obbligo scelta dal nostro Cantone molti anni or sono…”  
Questo è l’incipit dell’importante progetto di riforma “La scuola che verrà. Proposte per una riforma tra continuità e innovazione” del DECS, ancora attualmente in consultazione.

Molte sono le riflessioni ed i dibattiti sul significato di inclusione in generale e di scuola inclusiva in particolare. Cosa differenzia il processo integrativo attorno al quale si è sviluppata la Scuola Ticinese negli ultimi decenni - ricordiamo che il Canton Ticino è uno dei cantoni con il tasso di scolarizzazione speciale più basso - dal processo inclusivo?

Come hanno rilevato molti autori, il concetto di inclusione va ben oltre quello di integrazione, e una sua piena realizzazione implica un vero e proprio “salto quantico” di tutto il sistema. Infatti l’integrazione implica semplicemente l’inserimento dell’alunno nella scuola “regolare”, fornendogli sì tutti gli aiuti necessari (figure e servizi), ma senza che il sistema stesso muti nel proprio funzionamento. (…) La scuola inclusiva, al contrario, deve adattarsi, deve mutare la propria stessa natura, affinché sia possibile un funzionamento fluido ed armonioso, che accolga tutte le diversità - dagli allievi più deboli a quelli più talentuosi - facendo in modo che ognuno possa trovare risposte ai propri bisogni. Ciò permette al contempo di offrire alla società delle persone realizzate e formate in relazione al proprio potenziale.
Estratto dall’articolo “Il viaggio verso l’inclusione” di E. Berger, Rivista  Scuola Ticinese, periodico della Divisione della Scuola, numero 2 / 2014 “Scuola Ticinese verso l’inclusione”, pp.13/14)

Per saperne di più - La scuola Inclusiva: esperienze che fanno cultura - Bollettino Inverno 2014